Era estate e ci si perdeva tra la città e le montagne, la menta e il ghiaccio. C’era voglia di Mojito, sulla scia di quelli bevuti a Cuba, accompagnati da salsa di sguardi e desideri del mondo. Eravamo tre amici, a parlare di alcol e del suo effetto sui baci. A considerare le donne in base ai Mojito, a quanti ne avremmo dovuti bere per farcele piacere, o a constatare come a volte non ce ne fosse bisogno. E così uno, due, tre... cinque, ma anche zero. Zero è la barista di Giancarlo, quella con gli occhi grandi. L'altra tre, forse quattro. Due è la cassiera del Dì per Dì, cinque la panettiera.
E così, sinceri o meno, la sfilata volgeva nel nulla, e sorso dopo sorso tutto diventava un gioco: Zeromojito.

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